CONTROLLI NON DISTRUTTIVI S.R.L.

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Cenni storici

a cura del fondatore Dott. Guido Chiesura

La Società “C.N.D. Controlli Non Distruttivi” è stata fondata nel 1974: quasi trent’anni fa. La prima sede fu nella vaschetta “posta in arrivo” sulla scrivania della segretaria di un amico avvocato, con studio in Corso Italia a Milano. Il primo contatto promozionale fu con un alto dirigente di una Committente pubblica, al quale fu proposto un metodo non distruttivo per controllare la lunghezza dei pali di fondazione. “Siete matti” fu il primo incoraggiante viatico. Il primo supporto tecnico e scientifico fu individuato nel C.E.B.T.P. di Parigi, un prestigioso Istituto di ricerca (allora aveva 500 ricercatori in una ventina di laboratori) che è stato socio della C.N.D. fino a pochi anni or sono. Il primo cantiere fu in Sicilia (il primo in Italia nell’applicazione di una tecnica di indagine dei pali di fondazione), poi in Brasile, e oggi sono quasi 1600 i cantieri nei quali la C.N.D. ha effettuato prove su fondazioni profonde; tra i  continenti manca solo l’Australia. Al settore delle indagini sulle fondazioni profonde se ne aggiunse presto un secondo, volto all’indagine delle strutture in elevazione: dalle centrali termoelettriche ai ponti ferroviari ai viadotti stradali ai monumenti più prestigiosi. In realtà non è stato facile: non si trattava di entrare in un mercato e di conquistarne delle nicchie, ma di creare un mercato ex novo; si trattava di convincere  Progettisti, Committenti, Collaudatori  e Imprese, che le specifiche tecniche di una progettazione, di un capitolato o di una normativa non bastano a garantire la qualità finale di un’opera, e che questa può differire notevolmente dalla qualità determinata su “campioni” prelevati dal materiale. Una strumentazione nuova si andava componendo, spesso assemblata in prototipi e mutuata dalle applicazioni in campo metallurgico e aeronautico, sostenuta nel suo sviluppo dai progressi dell’elettronica e dell’informatica. La terminologia fu invece adottata dal campo medico: si cercavano le patologie dei materiali e delle strutture, che venivano auscultati per formularne poi diagnosi e terapie. Occorrevano tecnici scrupolosi nei cantieri, in grado di combinare la conoscenza dei materiali e delle strutture con quelle dell’elettronica: si tratta sempre di sollecitare la struttura a fornire una certa risposta (generalmente in termini elettrici o dinamici) e di saperla tradurre in termini meccanici.

Ci fu quindi un periodo in cui la sperimentazione si dedicò soprattutto a comporre abachi di correlazione tra le varie grandezze, con entusiasmi e delusioni quando i dati si disponevano secondo curve ragionevoli oppure disegnavano una sconfortante nebulosa. Oggi la letteratura è ricca di queste esperienze, per altro sempre discusse e aggiornate.

A poco a poco i dati rilevati nei cantieri consentivano di comporre  sulla carta un’immagine nuova delle strutture in esame (un palo di fondazione o un’intera palificata, un ponte o un edificio in muratura), altrettanto reale di quella visibile in cantiere, anzi più reale ma inusuale: l’immagine delle sue “anomalie” nascoste, delle sue disomogeneità, dei punti deboli: l’analogia con le diagrafie mediche è pregnante.

La C.N.D. fu tra le prime a sentire e ad esprimere l’esigenza di una normalizzazione delle tecniche di indagine, dotandosi di procedure interne mutuate da analoghe disposizioni straniere già disponibili; nelle sedi delle Associazioni della categoria e di unificazione nazionale ed europea i suoi tecnici hanno contribuito a quanto finora prodotto.

Nelle pagine che seguono sono state raccolte le esperienze più significative. La presentazione necessariamente schematica non rivela le difficoltà interpretative talvolta incontrate, le preoccupazioni che insorgono quando si forniscono al cliente risultati per lui deludenti; sempre presente è comunque la cura del dato sperimentale accurato e la tensione verso un’interpretazione corretta.

Oggi, nel campo della diagnostica delle strutture, la C.N.D. è una  realtà primaria non solo in Italia: viene consultata da Committenti pubbliche e private, da Imprese e Collaudatori, e la stima di cui gode è confermata dalla fedeltà dei clienti. Il contributo dei suoi tecnici allo sviluppo delle tecniche diagnostiche è contenuto in diecine di articoli e pubblicazioni e nella partecipazione attiva ai maggiori Congressi nazionali e internazionali.

Tutto questo spiega la gratificazione del personale e il crescente successo in termini di innovazione, di espansione e di fatturato.

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